|
|
Nemico pubblico N. 1 - L'istinto di mortUn ottimo Vincent Cassel, volto di Jacques Mesrine uno dei più celebri gangster transalpino
15 Marzo 2009
Nemico Pubblico N.1 - L'istinto di morte
Jean-François Richet
Con Vincent Cassel, Cécile De France, Gérard Depardieu, Roy Dupuis, Elena Anaya
Recensione di Vassili Cassula Vita, avventure e malefatte del più celebre gangster transalpino, Jacques Mesrine, criminale dei due mondi che per quasi due decenni si è reso responsabile di sanguinose rapine, omicidi, rapimenti ed evasioni tra Algeria, Francia, Stati Uniti e Canada. La sua vicenda è stata trasportata sul grande schermo da Jean Francoise Richet che dopo 33 settimane di riprese, molto spesso negli stessi luoghi delle malefatte reali, data la mole di avvenimenti da raccontare, ha preferito dividerla in due parti. Per incarnare Mesrine, Richet si è rivolto a Vincent Cassell icona maschile del cinema d’oltralpe, che per rappresentare al meglio il corpulento Mesrine si è progressivamente messo addosso qualcosa come venti chili di ciccia. Ne esce fuori un personaggio dal facile scatto d’ira e pieno di orgoglio, innamorato più del pericolo e della ribalta dei media che del denaro e del potere. Celebri le sue doppie rapine in banche attigue, le sue foto beffardamente sorridenti sulle prima pagine dei magazine e le sue fughe inseguito dalla polizia di mezzo mondo lasciandosi dietro una scia di sangue che gli fecero presto guadagnare la fama di pericolo pubblico n.1. Richet racconta la sua storia con sufficiente distacco emotivo e notevole senso del ritmo, raccontando un uomo affascinato dalla violenza, il cui destino sembra segnato fin dall’inizio, ma non per questo privo della fierezza, della capacità di amare e di un certo codice d’onore che lo rendono personaggio inesorabilmente Melvilliano. Ma se il Polar è il genere di riferimento, non mancano richiami al cinema di Fernando Di Leo e anche la capacità di ricreare scene d’azione su campo lungo che omaggiano il cinema action americano degli anni ’70. Lontano dalle soluzioni modaiole del noir cazzeggione di Guy Ritchie o dalle letali influenze televisive del Romanzo Criminale di Placido, tanto per citare due esempi, Richet azzecca uno stile asciutto e diretto ma non per questo poco spettacolare se escludiamo la fin troppo lunga parentesi carceraria.
|
Premio Collio CinemaAl via il nuovo concorso dedicato ai territori del Collio del Friuli Venezia Giulia Programma Filmstudiodal 17 al 23 febbraio - continua l'omaggio a L. Bunuel Programma cineclub Alphaville
|