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Two LoversJames Gray
7 Aprile 2009 di Stefania Leo Leonard (un poco affascinante Joaquin Phoenix), dopo un tentativo di suicidio, torna a Brighton Beach, Brooklyn, New York, nella casa natìa, a cercare di rimettere insieme i pezzi della sua vita. Oscillando fra normalità e follia, Leonard incontra la misteriosa e problematica Michelle (un’acquosa Gwyneth Paltrow). L’attrazione è immediata e inspiegabile. Peccato per la bella, docile e figlia di buona famiglia Sandra (un’ottima Vanessa Shaw), letteralmente gettata tra le sue braccia dai genitori morbosamente – quasi italicamente – preoccupati per le sorti del figlio. Ma Leonard non ha occhi, testa e cuore che per l’irraggiungibile Michelle che riesce anche a trascinarlo ad una cena con il suo amante. Anche se il suo corpo non disdegna le grazie a buon mercato della brava Sandra. L’altalena amorosa è solo all’inizio. Dopo tre thriller polizieschi (Little Odessa, The Yards e I padroni della notte), James Gray dà una svolta alla sua carriera, imboccando la strada del melò non scontato né tantomeno patinato. Non sbaglia un’inquadratura, anche se la sceneggiatura e i dialoghi spesso fanno sorridere, nonostante la sbandierata ispirazione a “Le notti bianche” di Fedor Dostoevskij. Trascinare Joaquin Phoenix in Two Lovers, dopo The Yards e I padroni della notte, consolida il sodalizio di Gray con il Commodo de Il Gladiatore, firmando una commedia romantica che non cede alle malìe del genere ed esplora le dinamiche sentimentali del triangolo amoroso con rischio (di risate) e innovazione. La splendida fotografia di Joaquin Baca-Asay riesce a dare un tocco di realismo ad una vicenda di cui, altrimenti, il cinema contemporaneo non avrebbe assolutamente richiesto un’ulteriore interpretazione visuale. |
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