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WatchmenNelle sale la trasposizione di una delle serie a fumetti più importanti della storia
15 Marzo 2009
Watchmen (2009)
Regia di Zack Snyder Con Malin Ackerman, Billy Crudup, Jackie Earle Haley, Patrick Wilson, Matthew Goode Recensione di Antonello Sammito 1985. In una New York che attende la fine del terzo mandato presidenziale di Richard Nixon, viene brutalmente ucciso Edward Blake, il Comico, un ex giustiziere mascherato divenuto agente per operazioni sporche del governo americano, dopo che la legge Keen aveva reso fuorilegge i “supereroi”. Ad investigare sulla sua morte, l'unico giustiziere che aveva continuato l'attività sfidando la legge, Rorschach il cui volto è perennemente celato da una maschera bianca su cui si muovono macchie nere simmetriche dai contorni molto netti, come nei test psicologici. Bianco e nero eternamente divisi, come nella sua visione nel mondo. Convinto che dietro l'uccisione del Comico ci sia un complotto per eliminare gli ex eroi mascherati, Rorschach inizia a contattare quelli ancora vivi: il Gufo Notturno, la cui vita è vuota ed inutile da quando ha appeso il costume ed i gadget al chiodo, Ozymandias, che invece ha sfruttato la fama di eroe e “Uomo più intelligente del mondo” per costruire un impero economico, lo Spettro di Seta, ragazza che ha continuato malvolentieri la professione di eroe in costume iniziata dalla madre durante la seconda guerra e per ultimo il Dottor Manhattan. Unico vero eroe con poteri, Manhattan considerato “la bomba H che cammina”, è praticamente onnipotente, nella sua mente passato, presente e futuro convivono e il suo legame con l'umanità è sempre più tenue e consiste per lo più nel rapporto con Laurie, lo Spettro di Seta. Grazie a Manhattan, gli Stati Uniti hanno vinto la guerra in Vietnam, ma per colpa sua la guerra fredda con la Russia sta raggiungendo il punto di non ritorno e Nixon si prepara all'inizio dell'ostilità. Secondo Ozymandias, l’unica strada per la pace sarebbe incanalare il potere di Manhattan per creare una fonte di energia pulita per l'intero pianeta. Ma i sospetti di Rorschach potrebbero essere non del tutto infondati.... Nel 1986 Alan Moore e Dave Gibbons, due all'epoca giovani ma apprezzati autori inglesi, si misero al lavoro su un'opera che avrebbe rivoluzionato il panorama del fumetto supereroistico, un approccio celebrale al mondo dei giustizieri in costume, cercando di esaminare in maniera verosimile l'influenza che avrebbero avuto sulla società americana se fossero comparsi nel mondo reale nella stessa epoca in cui apparvero nei fumetti, nel 1938. La miniserie era complessa, con strutture a flashback che rilevavano il passato dei personaggi, estratti di articoli di libri e di giornali fittizi, citazioni di poesie e canzoni ed una storia a fumetti nel fumetto a fare da commento al plot principale. Allo stesso tempo poneva grossi interrogativi sulla moralità e sanità mentale di chi, nascosto da una maschera, decide di farsi giustizia da solo e di scegliere cosa sia giusto e sbagliato (tematica sempre attuale, vedi le recenti discussioni sulle ronde di cittadini). Una rivoluzione copernicana che ha portato il volume che raccoglie la serie ad essere uno dei maggiori best seller non solo nel campo dei fumetti e che ha fatto guadagnare agli autori innumerevoli premi. Come per ogni opera letteraria di successo, i produttori hollywoodiani non hanno perso tempo ad acquistarne i diritti per una versione cinematografica, affidata prima a Terry Gilliam nei primi anni '90 e in seguito ad altri esimi colleghi tra cui Paul Greengrass, pronto a girarne un adattamento attualizzato ai giorni nostri con un cast all-star, prima che la Paramount avesse dei ripensamenti sulla commercialità del prodotto. Passato alla Warner, lo studio decide di affidare la regia al giovane Zack Snyder, appassionato di fumetti che stava riscuotendo un enorme successo commerciale con la sua versione cinematografica di 300. E Snyder decide di adottare la stessa filosofia di quel film a Watchmen: cercare quanto più possibile aderenza alle tavole disegnate e nel contempo amplificare alcuni aspetti a lui cari, il sesso e la violenza. Ma il fumetto di Moore è un'opera molto più lunga e densa di 300, difficile da restituire nella sua interezza e complessità, specie da un regista per quanto dotato visivamente, non esperto in tecniche narrative e forse non abbastanza sensibile da gestire registri così vari. Il risultato quindi per quanto visivamente interessante e pur riuscendo a ricreare spesso la bellezza del testo originale, in particolare nella prima mezz'ora, potrebbe risultare eccessivo e poco digeribile nella sua durata e nella difficoltà dell'intreccio allo spettatore medio, specie a quello non statunitense visti i molti riferimenti a personaggi reali degli anni '80 con cui Snyder ha infarcito la già densa vicenda. Il gusto di grana non sottilissima del regista si nota soprattutto nelle scene di lotta degli eroi, che a differenza del fumetto, sono cruente al limite dello splatter e in una grottesca scena di sesso, assolutamente fuori tono rispetto al resto della pellicola. Pesa inoltre sulla pellicola l’assenza di una frase pronunciata nel finale del fumetto dal Dottor Manhattan, che sposta di molto il giudizio morale sulle azioni del “cattivo” che sembrano avere nel film totale giustificazione. Tecnicamente molto curata, con qualche piccolo dubbio sulla necessità di un Dottor Manhattan digitale, il film sfrutta abbastanza bene il suo cast di attori semi-sconosciuti, ma spesso in parte con particolare menzione per l'ex bambino prodigio Jackie Earle Haley, già nominato all'Oscar per “Little Children” e qui quasi sempre nascosto sotto la maschera di Rorschach. Forse solo la bella svedese Malin Ackerman non riesce a impersonare con pienezza quello che dovrebbe essere il centro emozionale della storia. Nel complesso quindi un buon film, ma non il degno adattamento di una grande opera.
Leggi anche: Watchmen - Il libro ufficiale del film
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