How i survived postmodernism

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Admin

15 Gennaio 2010

Andare alla voce: adattamenti impossibili. Leggere Infinite Jest di David Foster Wallace è già di suo un'impresa niente male. Mille e più pagine (edizioni Einaudi), assediate da note (quasi 400), riferimenti, salti. Un'impresa, insieme al libro dovrebbero regalare una t-shirt, da indossare a lettura finita. "I rode post-modernism, and I survived". Che impresa sarebbe portare sullo schermo questo romanzo? E ancora, che coraggio ci vorrebbe per portare sullo schermo non il libro, ma la filmografia immaginaria che c'è nel libro, le settanta opere dell'eroe del libro di Foster Wallace, James Incandenza (anche matematico, tennista, visionario), del quale, in Infinite Jest, c'è anche la filmografia completa. Perché all'immaginazione di David Foster Wallace non mancava proprio nulla. La Columbia University ha deciso di lanciarsi e ha commissionato ad artisti visivi e filmmaker una selezione delle 70 opere di Incandenza. Il risultato potrebbe essere terribile, o strabiliante. Per chi vuole un assaggio di questo mix perfetto di genio, follia, ambizione, l'appuntamento è a New York, dal 29 gennaio, al Le Roy Neiman Center della Columbia. Buona visione.

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