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"L'arte non deve mai tentare di farsi popolare. Il pubblico deve cercare di diventare artistico. " Oscar Wilde
1982 Memorie di un giovane vecchioRoberto Alajmo racconta un anno cruciale tutto italiano
5 Gennaio 2009
di Stefania Leo Nell’anno in cui Roberto Alajmo scoprì di avere i capelli bianchi, io decisi di nascere. Ventisei anni dopo, leggere 1982 Memorie di un giovane vecchio è un po’ come guardare un vecchio filmino in super8 in cui i tuoi genitori sono vestiti male, hanno assurdi occhiali da sole e le canzoni in sottofondo animano le serate revival in discoteca. Ma non si tratta solo di un’operazione di ricontestualizzazione culturale. Le cose che non so del 1982 - quelle della politica, della storia e della geografia - hanno penetrato le mie orecchie inconsapevoli e attraversato i miei occhi innocenti (quasi sempre chiusi, a dir la verità). Attraverso le memorie di un giovane vecchio queste cose hanno acquistato un senso. Ora capisco la mia folle passione per Il ballo del Qua Qua, l’innamoramento istantaneo per Richard Sanderson e la sua Reality guardando dopo molti anni Il tempo delle mele, nonché l’esplosione di gioia incontenibile alla vittoria dei mondiali 2006. Tutto già visto. Tutto già incamerato. Era tutto lì, in attesa che qualcuno mi raccontasse per filo e per segno che cosa ho assorbito, nascendo, nel 1982. L’autore scrupoloso e tragico di Cuore di madre (http://www.italialibri.net/opere/cuoredimadre.html) svela ai lettori un profilo letterario differente, più umano, più autobiografico. La scoperta del primo capello bianco è un trauma: chi più chi meno, se ne portano le cicatrici per un po’. È la vittoria del tempo sul corpo. Per Alajmo è l’éscamotage narrativo per raccontare un anno in cui l’Italia intera ha ballato sul mondo, ma senza di lui, impegnato in un turno di guardia. Colpa della leva militare che ha segnato l’82 di Alajmo fin dentro, appunto, il cuoio capelluto. Da lì la partenza per l’indagine di un tempo lontano ma necessario a capire le nevrosi non di un uomo solo con la sua radiolina, ma di un intero paese. Ottima la ricostruzione degli scandali politici del 1982 in Italia (“Fra tutti i motivi per cui potrebbero essermi venuti i capelli bianchi, io escluderei la politica”), il racconto della guerra delle Falkland, il caso Calvi. Curiosa e divertente la scelta di riassumere il mondo del 1982 in numeri date, capodanni cinesi, calendari ortodossi, nascite, morti, Premi Nobel e personaggi famosi. La collana Contromano dell’editrice Laterza si conferma ancora una volta uno strumento agile e brioso per la comprensione del tempo storico e dello spazio geografico. E non è difficile, dopo aver divorato questo libretto, pensare che forse questo audace scrittore siciliano, che mette in piazza la storia dei suoi capelli bianchi, ha voluto ritagliarsi un piccolo spazio di vanità. Ma cos’altro è la vanità se non lo specchio in cui guardare, dopo gli insopprimibili pregi, anche gli irremovibili difetti? Dopo 1982 Memorie di un giovane vecchio, cambia la prospettiva sul protagonista – diventato da allora davvero un giovane vecchio – e cambia la prospettiva su un paese schiavo da sempre di antiche vanità e irremovibili difetti.
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Edizioni Ambiente, VerdeNero: Il paese dKowalski: L'uccisore di SetaMarcos y Marcos: Francobollo d'addio
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