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"Le donne posseggono tutta l'arte di celare il loro furore, specialmente quando è vivo. " Cesare Pavese
Causa di forza maggioreAmelie Nothomb
7 Aprile 2009 di David Bourne
La precisione chirurgica della scrittura di Amèlie, in termini di distacco, analisi, gusto e sagacia, torna anche in questa ultima uscita di Voland, la 17esima. Puntuale in libreria e di lunghezza misurata, come le altre: la felicità del collezionista ordinato. Un contesto vagamente giallo fa da cornice all’avventura di un uomo qualunque che si vede morire uno sconosciuto in casa e ne assume l’identità. Con suo stupore (e qualche tremore) scopre che questi era – è – un agente segreto, con villa, giovane moglie svedese e cantina fornitissima di champagne. Nei libri della Nothomb, che si parli di ragazzini agguerriti, di killer mercenari, di verbosi innamorati o di estremi reality non manca mai il piano di lettura “divertito”: un’ironia sotterranea e caustica attraversa ogni sua storia, diventandone il vero carattere intrigante. A questo si aggiunga la vocazione un po’ snob e “nobile” di guardare con compassionevole compartecipazione le vicende del pianeta e di questa razza umana non certo entusiasmante. Non c’è mai spazio per questioni e giudizi morali o etici: ognuno fa quello che sente, per sopravvivere, per godersi la vita, per conquistare ciò che vuole. In Causa di forza maggiore i dettagli logici e i risvolti polizieschi rimangono irrisolti e intrappolati – è il caso di dirlo – nelle bollicine degli champagne che scandiranno la nuova vita del protagonista. E anche espressioni provocatorie come “No. Non lavoro. Vivo nell’ozio e nel lusso”, in bocca alla bella svedese diventano tessere del gioco letterario. E come già successo tra le pagine di questa anomala scrittrice jappo-belga la scacchiera si allarga fino ad aggregare anche la vita di chi legge, in un gioco amaro, proprio perché, forse, “solo” un gioco. |
Edizioni Ambiente, VerdeNero: Il paese dKowalski: L'uccisore di SetaMarcos y Marcos: Francobollo d'addio
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