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RefusiMarco Cassini
29 Maggio 2009 Introduzione: Era il 1994 e un ragazzo a Ponte Milvio faceva partire il primo fax letterario che avrebbe generato la casa editrice che in Italia significa Raymond Carver, Jonathan Lethem, Richard Yeats. La casa editrice è minimum fax e l’editore è Marco Cassini, autore di Refusi. La prima volta che ho visto Marco Cassini è stato durante la Più Libri Più Liberi del 2004. Il contatto con il magico mondo dell’editoria mi aveva leggermente stordita, ma non mi sono lasciata scappare nessun volto e nessun nome di cui non conoscessi già storie e cataloghi. A 22 anni potevo dire di avere molte più informazioni sull’editoria che sull’house music. Eccolo: barba incolta, capello non curato, felpa d’ordinanza. Lo stile delle persone che lavorano in minimum fax è riconoscibile a chilometri. Brand viventi. è come se la m col piedino definisse abbigliamento, portamento, modo di parlare e di vedere il mondo. Il mondo secondo Marco Cassini è stato racchiuso in un centinaio di pagine avvoltolate in un volumetto della Laterza dal titolo Refusi. Diario di un editore incorreggibile (Laterza). Tutto il libro è informato dall’universo di significato minimum fax, a livello letterario e letterale. Riferimenti linguistici dal sapore carveriano, citazioni de gregorianesche, metafore, magia. è come se Marco Cassini, nel raccontare dodici mesi nel ventre dell’ufficio di Ponte Milvio, aprisse le porte su un universo mutevole e imperfetto ma, come dice lo stesso titolo, incorreggibile nella sostanza: la passione per il mestiere di fare libri. La seconda volta che ho visto Marco Cassini era durante la festa di Natale nella redazione di Nottetempo. C’è questa tradizione di salutare i colleghi, gli “amici” giornalisti e gli amati/odiati scrittori che dilaga in tutta Italia giusto a ridosso delle vacanze. A volte si richiede dono di ubiquità per parteciparvi. Marco sorrideva e parlava con tutti, con le sue spalle un po’ incassate e l’occhio attento e vispo. In Refusi ho scoperto che proprio durante una festa di Natale organizzata da e/o ha sentito marchiarsi a fuoco sulla pelle la parola “editore”. Non si può fare a meno di pensare, quando si guarda quella che per me e molti altri è un’icona dell’editoria italiana, che bisogna essere molto paraculi per essere dei minimum. E prima odi questa cosa. Poi, quando hai tra le mani il catalogo, guardi lo stand, vai a una festa, leggi anche solo uno dei titoli scelti da queste persone che mettono le proprie vite e i loro corpi al servizio della letteratura, allora capisci che è pura passione che diventa magia che diventa parole scolpite sul corpo. La terza volta che ho visto Marco Cassini ero stata invitata da un distributore alla proiezione del film Revolutionary Road, tratto dal libro di Richard Yeats pubblicato dai minimum nel 2003. Mi sentivo un’intrusa e in fondo lo ero. La curiosità più forte dell’opportunità. Ma Marco fu gentile e il film mi piacque moltissimo. Un momento prima della proiezione, i due editori (perché non c’è solo Marco, ma anche Daniele Di Gennaro, socio sin dagli albori meccanici della casa editrice) spiegarono che è stata una scelta dettata dalla pancia, dall’istinto pubblicare quel libro di Yeats che avevano letto in lingua - perché notoriamente il loro cuore batte dall’altra parte dell’oceano. Ed è l’istinto, è l’inconscio e tutte le cassette della frutta impilate con dentro libri acquistati su bancarelle e mercatini, che getta la sua impronta anche su questo diario minimo (o minimum) che si aggiunge alle altre prestigiose vite editoriali e letterarie che ti stringono in pugno lo stomaco e il cervello, come I migliori anni della nostra vita di Ernesto Ferrero. Ho visto Marco Cassini a Torino, qualche settimana fa, durante la tradizionale festa della casa editrice che quest’anno festeggiava anche i quindici anni d’attività. In un momento, alla fine della festa, ha ballato da solo, scuotendosi un po’. Ho intuito nel buio diversi suoi sorrisi. Quando ho chiuso il libro e ho riletto la frase in quarta di copertina ho capito che il corpo di un editore - così come il corpo di un lavoratore appassionato - non è altro che l’origine di un’energia straordinaria che tutto stravolge e ovunque s’insinua. Sulla pelle, nella scrittura (ottima e ingenua il giusto, come quella di Cassini “scrittore della domenica”), nei viaggi, nelle relazioni. E anche lo stress ti piace, ti piace tutto, ti fai travolgere senza paura. E c’è di che sorridere, pensando a tutto questo.
“C’è un giorno dell’anno, tutti gli anni, in cui ogni cosa è illuminata proprio della luce giusta, e tutto sembra in armonia con il mondo. è il giorno in cui so con certezza di aver riempito tutto il piano editoriale dei prossimi dodici mesi. Questo progetto mi allunga la vita, è il mio progetto per l’anno che viene, e mi piace da impazzire”. L’ultima volta che ho visto Marco Cassini è stato in questo libro: ma stavolta l’ho visto per ciò che è davvero, nel bene e nel male, con mestiere e con genuinità: un editore. |
Edizioni Ambiente, VerdeNero: Il paese dKowalski: L'uccisore di SetaMarcos y Marcos: Francobollo d'addio
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