Saint-Ex

Riccardo D'Anna

image Titolo: Saint-Ex
Autore: Riccardo D'Anna
Editore: Avagliano
Pagine: 198
Prezzo: 13 €
Voto: 8

12 Febbraio 2009

di Stefania Leo

Prima di affrontare la lettura di Saint-Ex, volate a pagina 177. nella prima riga è contenuta la verità più lampante espressa dall’uomo dopo la teoria copernicana. “Il piccolo principe è un bluff. Un’allegoria. Una storia pervasa di tristezza, segnata dalla rivendicazione e dalla paralisi, l’ultimo messaggio di un figliol prodigo che fa dell’assenza del padre, e del rifiuto apparente del mondo adulto, una ricerca della solidarietà e di una nuova forma di vita che finalmente lo svincoli dall’isolamento e dall’esistenza monacale del pilota”.

Saint-ex, secondo romanzo di Riccardo D’Anna è la ricostruzione a cavallo tra l’immaginario e realtà degli ultimi giorni di Antoine de Saint-Exupéry. Sospeso tra terra e cielo, lo scrittore nato a Lione scomparve misteriosamente il 31 luglio del 1944 durante un volo di ricognizione. Questo stando alle fonti ufficiali. La curiosità è femmina, si dice: forse per questo D’Anna affida a Michelle, protagonista del romanzo, il compito di dissotterrare la verità sulla morte dello scrittore aviatore. Dopo aver letto il testamento dell’amato e imperscrutsbile padre Alphonse, Michelle cerca l’aiuto di Jules Roy, altro scrittore aviatore realmente vissuto ai tempi di Saint-Ex. Il fine della ricerca di Michelle non è solo la scoperta della verità sulle vere cause del decesso dell’autore de Il Piccolo Principe. Le rivelazioni di un vecchio testamento e di un albero profondamente inciso, illumineranno la vita di Michelle di una luce più calda e risoluta.

Riccardo D’Anna, profondo amante e conoscitore della letteratura scritta e vissuta, pesca negli attrezzi linguistici più sofisticati per cesellare i protagonisti, veri e immaginari, di questo romanzo. Ne è un esempio la figura della moglie di Saint-Ex, Consuelo, forgiato all’interno di un’appendice critica e biografica degno di nota. Intitolare il romanzo Saint-Ex, usando l’abbreviazione del nome, sembra una scelta dettata quasi da un’affezione ormai talmente profonda all’argomento letterario e biografico da non richiedere più distinzione dal linguaggio autorevole e autoriale. Ed è questa la più profonda ragione, forse, per cui D’Anna ci fa entrare empaticamente in contatto con il mistero e con la voglia di saperne di più sul mistero della morte di un uomo che per volare davvero ha ceduto alla morte.

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